Bambini e tecnologia: un problema o una risorsa?

I bambini sembrano maneggiare un tablet meglio di un libro e hanno un rapporto naturale con la tecnologia. Ma il loro essere nativi digitali è un vantaggio o può rappresentare un rischio per il loro sviluppo?

Ci soffiano il cellulare da sotto il naso, accedono ad internet, usano le applicazioni, il tutto con una naturalezza che ci stupisce. Per quanto noi ci sentiamo ormai abituate e perfettamente a nostro agio con le nuove tecnologie, la verità è che i nostri figli lo sono più di noi. Infatti essi sono dei nativi digitali, ovvero nati e cresciuti in un ambiente nel quale le moderne tecnologie (web, tablet, smartphone) rappresentano ormai un dato acquisito, un’abilità di base, un po’ come è stato per noi leggere e scrivere. Tutta questa familiarità tra bambini e tecnologia ci mette a disagio e temiamo costantemente una cattiva influenza sul loro sviluppo. Ma cosa c’è di vero?

Aiuto, ho un figlio tecnologico!

Con ogni probabilità, il sospetto con cui affrontiamo la questione dipende da un pregiudizio di fondo. Per formazione ed esperienza personale, partiamo convinte che l’uso di smartphone e tablet possa inibire l’intelligenza del nostro bambino e condurlo per mano ad una sorta di catalessi cognitiva, un po’ come, si dice ormai da anni, avviene con la televisione. Non è così, non necessariamente almeno. In primo luogo il rapporto con il mezzo, nel caso delle nuove tecnologie, non è passivo e i bambini non si limitano a guardare con occhi sgranati ciò che succede, ma devono compiere un’azione. Ne consegue che vi è una sollecitazione delle loro capacità, tale per cui potrebbero sviluppare abilità sorprendenti se correttamente guidati e sostenuti. In secondo luogo quel che temiamo è la distrazione, ovvero l’incapacità di concentrarsi e di portare a compimento un compito, un po’ come capita a noi quando finiamo sui social network e ci perdiamo in chiacchiere via chat. Niente di più sbagliato! Con alcune eccezioni i bambini di oggi sono naturalmente multitasking e sono perfettamente in grado di portare avanti più attività nello stesso momento. Prendiamo un dodicenne, saprà finire i compiti, chattare e magari fare una partitella a quel gioco che gli piace tanto, senza per questo avere un calo di risultati scolastici o sembrare alienato.

I rischi reali

Non è tutto rose e fiori, dobbiamo ammetterlo. Anche se il fatto che tra bambini e tecnologia vi sia un buon feeling può rappresentare un vantaggio, come per ogni cosa, a fare la differenza è la misura. Innanzitutto la misura dell’esposizione agli stimoli che i device inviano al loro cervello. Un bambino abbandonato a sé stesso davanti al tablet o al pc, senza il controllo genitoriale, può sviluppare delle forme di isolamento e, nei casi più gravi, delle vere e proprie forme depressive o dipendenze e a dimostrarlo è il fatto che la sanità pubblica si stia muovendo per far fronte al problema ormai da qualche anno. Senza voler arrivare a tanto, l’uso prolungato di schermi, magari di piccole dimensioni, affatica enormemente la vista e può causare deficit non più recuperabili. Infine, è sempre presente il rischio connesso all’uso di apparecchi non pensati per la loro età con tutto ciò che ne consegue, anche in termini di spesa, qualora il bambino si lasci attrarre dall’offerta di applicazioni da acquistare.

Come far funzionare il connubio bambini e tecnologia

La presenza di alcuni rischi non è un buon motivo per ostacolare il rapporto tra bambini e tecnologia. Impedire del tutto l’uso di internet o vietare fino alla maggiore età il cellulare, sono rimedi anacronistici che, oltre a non risolvere il problema, metteranno a disagio il bambino che si deve comunque confrontare con gli amici e i compagni di scuola. Se non si può eliminare, la tecnologia deve diventare nostra alleata e oggi è possibile grazie a prodotti appositamente pensati per i più piccoli e quindi dotati di tutti gli accorgimenti necessari a garantire al genitore un pieno controllo. Dai cellulari che possono chiamare solo dei numeri predefiniti, al tablet con applicazioni dedicate, magari utili per ripassare sotto forma di gioco quella matematica che proprio non gli piace. La misura deve guidare anche in questo campo: all’uso del computer deve corrispondere un momento all’aria aperta o un pomeriggio di gioco con gli amici. Infine, ma è la cosa più importante specialmente per i più piccoli, l’affiancamento di un adulto che condivida con loro l’esperienza digitale è la prima e più importante difesa e potrebbe anche essere un pretesto per entrare in maggiore sintonia con i bambini e il loro mondo.

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