Fumare in gravidanza che rischi provoca?

I danni del fumo in gravidanza sono ormai noti, ma è molto difficile smettere. Quali sono davvero i rischi per il bambino e come provare a dire addio al tabacco?

Porre fine ad un vizio ormai consolidato, come il fumo, è un’impresa non da poco e lo può confermare chiunque abbia mai provato a smettere. Non è solo questione di forza di volontà, perché entra in gioco una vera e propria dipendenza, causata dall’effetto delle sostanze assunte tramite la sigaretta sul nostro organismo. Il 30% delle donne italiane non smette di fumare dopo il concepimento e tutt’al più si limita a ridurre il numero di sigarette quotidiano.

Perché il fumo in gravidanza è dannoso

Gli studi sugli effetti del fumo in gravidanza sono svolti su campioni di donne che consumano almeno 20 sigarette al giorno e dimostrano che il feto può subire danni quali un ritardo dello sviluppo, la riduzione del peso corporeo, problemi respiratori dati dall’insorgere di malattie o da una riduzione della capacità polmonare. Si registra inoltre, tra i figli di madri fumatrici, un aumento delle sindromi della morte improvvisa. Ciò accade probabilmente sia perché il fumo ingerito finisce per intossicare direttamente il bambino, sia perché fumare incide sulla salute della madre alterandone l’alimentazione, provocando complicanze in gestazione e riducendo la concentrazione di ossigeno nel sangue, con conseguente possibilità di ipossiemia nel feto. Limitare il numero di sigarette, anziché smettere, è certamente un primo passo importante, ma non esistono dati in grado di rassicurare sul fatto che il bambino non ne risenta. Alcuni ricercatori britannici, nel condurre uno studio in materia per le università britanniche di Durham e Lancaster pubblicata anche sulla rivista Acta Paediatrica, ha realizzato delle ecografie 4D su un gruppo di 20 donne, quattro delle quali fumatrici. Le immagini mostrano il bambino che, nel momento in cui la madre fuma, si contorce in smorfie quasi di disapprovazione. In realtà, secondo gli studiosi, quelle espressioni sarebbero la dimostrazione che il sistema neurologico dei feti di madri fumatrici non si sviluppa allo stesso ritmo di quello di un bambino sano.

Fumo in gravidanza: non riesco a smettere

Smettere del tutto di fumare mentre si aspetta un bambino è quindi molto importante e se diventa un’impresa impossibile esistono alcuni trucchi e suggerimenti che possono facilitare il difficile compito. Innanzitutto è importante fissare con decisione il momento dell’addio alle sigarette e rispettare l’astensione a partire da quel momento, non abbandonandosi all’ultima sigaretta d’addio. Un valido aiuto viene ovviamente anche dalla medicina e chi fuma con una frequenza di 15-20 sigarette al giorno, può trovare utile ricorrere, sotto lo stretto controllo del medico, a gomme da masticare e cerotti appositi. Fumare però è qualcosa di più di una assunzione di sostanze e porta con sé riti e abitudini delle quali è difficile sbarazzarsi. Per vincere la propria personale guerra contro il fumo, sarà importante rinnovare la propria routine quotidiana e coinvolgere nella sfida anche il papà del bambino, non solo perché il fumo passivo potrebbe essere altrettanto dannoso, ma per evitare ricadute e tentazioni e approfittare del reciproco sostegno. È un grosso sacrificio, è vero, ma dopo i primi 15-20 giorni la strada è tutta in discesa e nella grande maggioranza dei casi chi dice addio al fumo in gravidanza, lo fa poi per tutta la vita e tutti ne guadagnano in salute.

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