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Cercare lavoro: cinque cose che dovrai dimenticare

Il mondo cambia e ci sono cose, un tempo vitali, di cui potresti non doverti più preoccupare mentre cerchi un lavoro

Cercare lavoro è una delle incombenze più difficili da portare a termine di questi tempi, non solo perché in effetti di lavoro ce n’è ben poco, ma soprattutto per il grande caos con cui si deve avere a che fare: le offerte sono ovunque, dai siti internet dedicati alla carta stampata, senza voler dimenticare bacheche fisiche e virtuali e l’ancora valido passa parola; scegliere stile e modello del curriculum è diventata un’impresa, dato che non esistono indicazioni univoche e precise e, se tutto questo non fosse sufficiente, si ha spesso a che fare con l’interesse non richiesto di parenti e amici. Ci sono però almeno cinque cose delle quali, sembra, non dovrai più preoccuparti, almeno stando all’evoluzione del mercato del lavoro: inizia a depennarle dalla tua lista.

Ricostruire le precedenti esperienze

Il processo di selezione attuale non è dei più efficienti, a tutto vantaggio di chi ha commesso errori nella gestione della propria carriera o non ha esperienze qualificanti. Grazie al web, per ogni posizione disponibile arrivano centinaia di curricula, che per mole e quantità di dati devono necessariamente essere gestiti da computer, o comunque con procedure molto standardizzate. Le aziende quindi cercano tutte le vie per eludere il faticoso e costoso passaggio dello screening delle candidature e scelgono di puntare sulle segnalazioni dei dipendenti, o di concentrarsi su ciò che un candidato sa fare in concreto tralasciando il suo passato. Negli USA, a questo scopo, sono nate delle start up che aiutano le aziende in una selezione mirata, mentre alcune major puntano direttamente alla fonte e selezionano giovanissimi appena usciti dalle scuole superiori.

Assicurarti la più elevata formazione

Per essere occupabile devi muoverti in fretta: a forza di specializzazioni e stage, ormai si esce in un batter d’occhio dalla fascia degli entry-level e trovare lavoro diventa più difficile. D’altra parte, il livellamento delle carriere universitarie ha reso praticamente inutile concentrare attenzione e tempistiche sull’ottenimento di un buon risultato e, anche in questo caso, sono gli americani a dimostrarcelo: New York è piena di ragazzi che lanciano la loro impresa ancor prima di avere l’età per un mutuo e, talvolta, per un diploma.

Specializzarti

Se sei designer, ma non hai ancora un portfolio, potrebbe non essere un problema, data l’ormai evidente confusione di ruoli che porta, sempre più spesso, chi dovrebbe ad esempio occuparsi di progettazione, a gestire anche marketing e vendita. Nell’era del web, ciò che conta è l’esperienza regalata all’utente, vista come un tutt’uno, senza contare che, se qualcosa dovesse mancare all’interno dell’organizzazione aziendale, si può facilmente ottenere in outsourcing.

Padroneggiare le parole

Saper scrivere e parlare non conta più molto in un momento in cui è l’infografica a farla da padrona. Le aziende stanno investendo molto per apparire immediatamente comprensibili ed appetibili grazie a rappresentazioni per immagini che, in uno sguardo, condensano tutte le parole che tu avresti potuto elaborare.

Limitare il tempo su internet

Non che sia consigliabile vagare senza meta tra un sito e un blog, ma il web è ormai veicolo di una quantità incredibile di dati e informazioni che, un giorno o l’altro, potrebbero diventarti utili. Anzi, per rimanere occupabile, devi essere sempre aggiornata e cogliere con attenzione i mutamenti del tuo settore di riferimento. Tra l’altro, è un ottimo esercizio anche per restare sempre vigile e non lasciarti andare, arricchendo te stessa prima ancora delle tue conoscenze. E se qualcuno ti dice che stai troppo tempo davanti al pc, ricorda che, nelle varie epoche, chi ha fatto il corso della storia è sempre stato accusato di occuparsi troppo di sé e della sua crescita personale.

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