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Come preparare il proprio profilo Facebook alla ricerca del lavoro

Rendere il proprio profilo di Facebook appetibile e a prova di recruiter è fondamentale per trovare lavoro

Che i social network e Facebook in particolare, siano ormai entrati a pieno titolo tra i mezzi che usiamo tutti i giorni per comunicare, è un dato di fatto. Ancora poco risaputo invece, è che ciò che scriviamo e come ci mostriamo sul web, incide e non poco sulle chance di successo nella ricerca di lavoro, perché quella di scandagliare il profilo dei candidati è ormai una pratica consolidata di datori di lavoro e recruiter.

Cosa dice il profilo Facebook di un candidato

Come si relaziona, cosa pensa, se è incline a malumori, come si comporta cioè nella realtà. È questo che chi esamina il profilo di un candidato cerca di capire, e se può sembrare strano o inefficace come metodo conoscitivo, a confermarne il peso è uno studio di un gruppo di ricercatori della Nothern Illinois Univesity, riportato qualche mese fa anche da Forbes, che dimostra come dall’esame del profilo, dei post e delle foto pubblicate, sia possibile formulare una sorta di “previsione di occupabilità” del candidato. Ovvio allora che, oltre a compilare un buon curriculum o un resume e a scrivere una lettera di presentazione convincente, chi cerca lavoro deve correre ai ripari e preparare il proprio profilo Facebook.

Le informazioni in evidenza

Tra le prime cose verificate, c’è la corrispondenza con quanto dichiarato nel curriculum e quindi la veridicità di competenze, esperienze e titoli professionali. Non è necessario riportare tutto nel campo Informazioni del profilo di Facebook, è sufficiente che non vi sia nulla in contrasto con le risultanze del curriculum: se dichiarate di aver conseguito una laurea magistrale, tanto per fare un esempio, non è necessario che la indichiate anche su Facebook, ma certo non potrete svelare che in realtà quella che avete concluso era una laurea breve o addirittura un semplice corso a pagamento. Lo stesso dicasi per alcune competenze e conoscenze, prima fra tutte quella delle lingue straniere. Se dite di padroneggiare perfettamente l’inglese e poi vi smentite sul profilo, magari vantandovi della vostra ignoranza in materia, avete già segnato il destino della candidatura. Anche l’indicazione del luogo in cui abitate è importante e se vi candidate in Piemonte e siete evidentemente a Palermo, soprattutto se il domicilio nella regione indicata e la conoscenza del territorio sono dei requisiti, potete evitare di inviare il curriculum.

Le esternazioni

Il punto dolente, come rivela anche la ricerca dell’università dell’Illinois, sono ipost pubblicati, dai quali si evince il carattere e l’atteggiamento sociale del candidato. La regola d’oro è bandire ogni ossessione, di qualsiasi tipo, dalla dieta, allo sport, agli animali. Tutto ciò che mostra un atteggiamento estremista, va eliminato, perché vi rende persone con cui è difficile avere un dialogo. Un esempio valga per tutto: essere vegetariani o vegani è una scelta, lecita e assolutamente condivisibile, ma mostrarsi come degli integralisti vegan che tacciano di crudeltà chi mangia un panino al prosciutto, non aiuta e spaventa. Chi vorrebbe assumervi sapendo che ad ogni Natale e ad ogni Pasqua assillerete l’ufficio con campagne contro la macellazione degli agnelli? E, badate bene, non importa se chi vi legge la pensa come voi o meno, anche il recruiter vegano sa perfettamente che sareste probabilmente un elemento di disturbo nell’ambiente di lavoro. Quando scrivete qualcosa, quindi, abbiate sempre a mente che qualcuno vi può leggere e giudicare in base a quelle parole. Ciò, va da sé, non significa costringersi ad un uso menomato di Facebook, o parlare soltanto di argomenti inerenti il vostro settore lavorativo, ma evitare, ad esempio, continue manifestazioni ditristezza, attacchi personali, invettive politiche, vi farà apparire quantomeno equilibrate.

Le fotografie

Altro tasto delicato, specie per le donne, è quello delle fotografie. Impostando correttamente la privacy, potrete nasconderle a sguardi indiscreti, ma è comunque meglio evitare di mostrarsi in atteggiamenti eccessivi e volgari, incedere nell’ossessione di sé o esternare per immagini alcune vostre tendenze che non tutti potrebbero gradire. Immagine del profilo e di copertina, devono restituire a chi le guarda un’idea di come siete di persona, non solo fisicamente, ma anche dal punto di vista del carattere.

Mostrare e non mostrare

Se state pensando che la soluzione migliore, a questo punto, sia quella di blindare il profilo e renderlo visibile solo ad una cerchia ristretta, dovrete ricredervi. L’assenza totale di informazioni può far sorgere il dubbio che ci sia qualcosa da nascondere o che siate persone completamente chiuse ed impermeabili agli altri. Certo, questo viene valutato di volta in volta in modo diverso, anche a seconda del tipo di lavoro per cui vi siete candidate. Se parte fondamentale del ruolo che dovreste assumere è la riservatezza, ad esempio, non sbandierare ai quattro venti la propria vita potrebbe essere un punto di forza. Tuttavia, non potendo prevedere le reazioni dei recruiter, la scelta più saggia è quella di dosare con attenzione il visibile e il nascosto, approfittando del fatto che Facebook permette di impostare la privacy per ogni elemento pubblicato, consentendo addirittura la scelta di mostrare i post a singoli utenti (con l’opzione “personalizza”). Insomma, fate sapere al mondo quanto siete felici, ma riservate agli amici più stretti o al vostro compagno le foto in costume succinto.

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