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Cinque cose che impari lasciando un lavoro che non ami

Puoi sempre imparare qualcosa, anche lasciando un lavoro che non ami

Stai lavorando e, data la situazione generale, dovresti esserne contenta o almeno così tutti ti dicono, ma c’è qualcosa che non va: il lavoro non ti piace, i colleghi sono insopportabili o il capo è un despota che non lascia il minimo spazio alla tua iniziativa e ti rimprovera continuamente davanti a tutti. Qualunque sia la tua motivazione, proprio non ce la fai più e hai deciso di lasciare il lavoro e ora ti senti in colpa. Niente paura, non sono stati comunque mesi o anni buttati perché, anche da un lavoro che proprio non era nelle tue corde, puoi dire di aver ottenuto qualcosa.

Hai capito cosa ti manca

Se hai accettato quel lavoro, probabilmente pensavi di poterlo fare senza particolari problemi così come hai sempre fatto; la situazione che si è venuta a creare però dimostra chiaramente che qualcosa non è andato per il verso giusto. Anche se non sei tu l’origine dei problemi, prova ad analizzare il tempo trascorso in quell’ufficio e scoprirai che, come sempre accade, concorriamo anche se in minima parte al comportamento degli altri. Se il tuo cruccio era un capo dispotico, forse devi imparare a sopportare le critiche e qualche comportamento anche scortese (beninteso, finché non sfocia in mobbing o molestia) quando provengono da persone di cui non ti importa a livello personale. Certo è gratificante che il tuo capo riconosca i tuoi meriti, ma sul lavoro non sempre accade e bisogna saperlo accettare; lo stesso dicasi delle relazioni con i colleghi, persone che fortunatamente non sei obbligata a vedere se non nell’orario d’ufficio. Se invece le tue difficoltà riguardavano le mansioni affidate, magari ti sei accorta di essere carente sotto qualche profilo: impara dal passato e migliorati per il tuo prossimo lavoro.

Hai capito quanto conta il denaro

Il denaro conta, o non avresti accettato quel posto, ma non è in cima alla tua lista di priorità e di questo, in un certo senso, puoi andare fiera. Sebbene siano da lodare coloro che stringono i denti e vanno avanti, quando arrivi al punto in cui la scelta è tra la tua salute psicofisica e il denaro, l’ago della bilancia deve pendere dalla parte giusta. Niente vale il tuo benessere.

Hai capito che sei coraggiosa

Dire di no non è mai semplice, ma dire di no ad un lavoro deve esserlo stato ancora meno. Pensaci, sei stata coraggiosa e molto. Hai avuto la capacità di analizzare la situazione e scegliere di andare contro corrente per fare qualcosa per te stessa.

Hai fatto esperienza

Che sia durato un mese o dieci anni, anche il lavoro peggiore ti fa accumulare esperienza, formalmente e in concreto: potrai inserirlo nel curriculum accanto alle competenze che avrai eventualmente acquisito. Magari le tue mansioni non erano quelle che avresti voluto, ma hai imparato ad usare il software aziendale oppure hai fatto esperienza in un settore di cui prima eri a digiuno; ti sarà comunque utile per le prossime candidature. Considera poi che, a questo punto, avrai imparato a valutare con attenzione un posto di lavoro prima di candidarti o accettare una proposta, quindi segna un altro punto a tuo favore.

Hai capito per chi conti

Dopo aver detto di no e aver lasciato il lavoro, è inevitabile provare una sorta di sconforto e una buona dose di paura per il futuro. Non tenere la cosa per te anche se, è quasi scontato, qualcuno ti dirà che ti sei messa da sola in questa situazione (in fondo hai scelto tu di lasciare il lavoro, non ti hanno licenziata); se sei fortunata, avrai al tuo fianco persone in grado di accogliere le tue paure e aiutarti a spazzarle via. Non ti diranno di rimboccarti le maniche e di cercare di corsa un nuovo posto, ma ti abbracceranno e ti diranno che hai fatto bene, che devi poter inseguire i tuoi sogni di carriera; ti diranno di stare tranquilla e che, con il tempo, tutto si risolverà. Se hai la fortuna di avere almeno una persona così nella tua vita, potrai dire di aver capito, grazie a questa esperienza negativa, chi ti ama davvero.

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