Gli errori frequenti da evitare nel curriculum

Se nessuno risponde alle tue candidature, forse stai commettendo uno di questi errori

Se hai inviato migliaia di curricula e non hai mai ricevuto alcuna risposta, è probabile che tu stia commettendo qualche errore nella compilazione. Si tratta di dimenticanze o omissioni che siamo portati a ritenere banali, ma che agli occhi dei selezionatori possono fare la differenza. Vediamo insieme quali sono gli errori più comuni.

Dati anagrafici

Partiamo da quella che dovrebbe essere una sezione che quasi si compila da sola, quella dei dati anagrafici. Non servono ricerche o particolari metodi espositivi, devi solo scriverli. Eppure in molti omettono la data di nascita, o perché non la ritengono importante ai fini della valutazione delle loro competenze o, all’opposto, perché credono di avere maggiori possibilità se “immaginati” più giovani. Purtroppo, evitare di dichiarare l’età non fa guadagnare punti, anzi. Il recruiter si chiederà soltanto per quale motivo lo stai facendo (sei troppo vecchia?) e, subito dopo, cestinerà il curriculum.

Le competenze e le esperienze

Un buon curriculum è specificatamente pensato e scritto per l’azienda alla quale è inviato. Non è generico, non viene spedito in fotocopia, ma rappresenta il risultato di una rielaborazione effettuata con riferimento alla candidatura che ti interessa. Quindi, se fino ad oggi ti sei limitata ad inviare a pioggia il curriculum standard, hai sbagliato, perché molto probabilmente esso contiene una mole di informazioni che al selezionatore non interessano e che nascondono alla sua vista proprio quelle qualità ed esperienze che dovrebbero favorirti rispetto ad altri candidati. Come porre rimedio? Studia, fatti un’idea di chi sono e cosa fanno le aziende per cui aspiri a lavorare; indaga mission, valori, posizionamento sul mercato e obiettivi e scrivi un curriculum che evidenzi chiaramente che sei la persona adatta per loro, magari nascondendo esperienze che nulla c’entrano con il ruolo disponibile e sottolineando quelle compatibili. Attenzione: nessuno ti chiede di trasformarti in investigatore, perché le informazioni che ti servono sono tutte a portata di clic sul sito aziendale.

Autorizzazione al trattamento dati e firma

Altro errore comune, specie quando il curriculum viene inviato via email o allegato ad una candidatura su uno dei siti utilizzati per la ricerca del lavoroo, è quello di non aggiungere la formula di rito che consente il trattamento dei dati personali. Senza di essa, l’agenzia o l’azienda, non potranno inserire i tuoi dati nel loro database e quindi cercarti in caso vi sia un posto adatto a te. Anche la firma del curriculum è d’obbligo.

I contatti

Sembra assurdo, ma è molto frequente che un recruiter non riesca a rintracciare un candidato che ritiene idoneo. Numeri di telefono sbagliati o assenti e indirizzi email incompleti sono all’ordine del giorno, quindi verifica con attenzione di aver indicato tutto, senza commettere errori. Se possibile abbonda, indicando indirizzo fisico, indirizzo email, telefono cellulare e telefono fisso, così da renderti rintracciabile in ogni caso.

La disponibilità e il preavviso

Se sei idonea, in quanto in possesso di competenze e esperienze adeguate, il recruiter vorrà sapere se sei disponibile a determinate pattuizioni di orario, ad un contratto a termine o a trasferte, se queste sono considerate essenziali per il ruolo. Dichiarare già nel curriculum cosa sei disposta ad accettare, ti farà preferire ai candidati ancora da sondare sul punto. Se al momento sei occupata in una attività, che sia lavoro, stage o formazione, devi sempre render note le tempistiche con cui potresti prender servizio qualora ti assumessero: disponibile subito, entro una settimana, necessità di preavviso, sono le formule che dovrai utilizzare. All’azienda serviranno per organizzare la tua eventuale assunzione e per capire se puoi coprire subito un posto la cui ricerca è urgente.

La lettera di presentazione

Ciò che hai oggettivamente fatto emerge dal curriculum, è vero, ma a parità di requisiti, perché dovrebbero preferirti ad altri? All’azienda interessa sapere anche chi sei, come si è tradotto quel curriculum in esperienze vissute, cosa ne hai guadagnato. È vero che è ormai prassi scandagliare anche il profilo social dei candidati per conoscerli più da vicino, ma ciò che puoi dire di te è altrettanto interessante e fa capire come ti percepisci e cosa pensi di poter dare. La lettera di presentazione, il nome già lo chiarisce, serve proprio a questo e non allegarla significa semplicemente finire nel mucchio tra tutti gli altri candidati. In alternativa, puoi cercare di stupire e fare come gli americani, uscendo dall’anonimato con un buon resume, anche se una presentazione sarà comunque necessaria se tu dovessi decidere di inviarlo via email.

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