Uomini che fanno lavori da donna: ecco perché sono più bravi di noi

Gli uomini ormai fanno il tato, il colf o il segretario e lo fanno bene, in modo organizzato ed efficiente

Viviamo decisamente in una realtà complicata e per alcuni aspetti schizofrenica. Mentre noi donne combattiamo ancora contro la discriminazione e veniamo penalizzate per il solo fatto di non essere uomini, loro, i maschi, si cimentano in lavori che fino a qualche anno fa erano tipicamente femminili; pulizie, puericultura, assistenza agli anziani, segreteria, sono tutti settori che vedono un costante incremento del testosterone al lavoro. I risultati sono spesso sorprendenti e hanno ispirato trasmissioni televisive, articoli di riviste e una ricerca, che cerca proprio di capire quali siano le basi di questo stravolgimento di fronti.

Vietato commettere i loro stessi errori

Davanti ad un tato, ad un segretario o ad un badante è assolutamente vietato sorridere e persino pensare che la cosa sia un po’ strana. L’ingresso degli uomini in questi settori deve essere accolto con soddisfazione da tutto il popolo femminile, dato che è solo l’altra faccia di quella parità di genere che cerchiamo di raggiungere così affannosamente. Non solo, è importante non dimenticare che le pressioni e i pregiudizi, primi fra tutti quelli dei familiari, sono gli stessi che subiamo noi donne quando, ad esempio, guidiamo camion o tiriamo di boxe.

Efficienza e organizzazione

Quello che deve farci riflettere è che, ancora una volta, a parità di posizione gli uomini ottengano risultati migliori, anche sotto il profilo economico: sono più ricercati, ottengono un maggior riconoscimento sociale e, soprattutto, guadagnano di più. Come è possibile? Se molti uomini hanno deciso di trasformarsi in casalinghi e colf (l’incremento nel solo biennio 2013-2014 è stato del 10%), certo inizialmente potevano esserci le motivazioni più disparate: alcuni hanno incolpato la crisi economica e la necessità di portare comunque uno stipendio a casa, mentre per altri si è trattato di una vera vocazione, una capacità innata cui finalmente hanno avuto modo di dar seguito. Quello che però fa la differenza, è che hanno saputo trasformare dei lavori tipicamente lasciati all’improvvisazione e alla pratica sul campo, in qualcosa di professionale e organizzato e lo hanno fatto in pochissimo tempo, se pensiamo che da noi il fenomeno si registra da non più di 5-6 anni.

Le peculiarità di genere come punti di forza

Mentre noi sopprimiamo la nostra femminilità per risultare credibili, loro fanno della mascolinità e del riconoscimento della categoria un punto di forza, ne parlano volentieri, si ergono a simbolo di un cambiamento. Per capirlo basta guardare alle associazioni che sono sorte in questi ultimi anni, prima fra tutte l’Associazione Uomini Casalinghi o alle molte testimonianze che si trovano in rete. Gli uomini non si sono adattati al lavoro disponibile, hanno fatto l’esatto contrario, apportando qualcosa di nuovo e di unico là dove mancava e approfittando proprio della loro specificità di genere. Ecco allora che sono proprio le donne a cercare un baby sitter maschio, specie se sono divorziate, separate o ragazze madri, perché in tal modo possono introdurre nella vita del bambino una figura paterna. O ancora, nel caso della cura di anziani e bambini, un uomo è in grado di dare maggiore affidabilità perché poco incline ai sentimenti e capace di organizzare tempi e modi del lavoro, oltre ad essere dotato in genere di una prestanza fisica superiore alla nostra. Insomma, questo esercito di uomini non sta certo sconfinando là dove non dovrebbe, ma sta riprendendo ciò che società e costume gli hanno sempre negato e noi dovremmo fare lo stesso.

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