Il tuo Lui è un bugiardo? Ecco come fa l’FBI per scoprire le menzogne

Smascherare i bugiardi è quasi un gioco con questi consigli

Se sei sempre sospettosa, credi che qualcuno ti stia mentendo e vorresti avere il dono di smascherare i bugiardi che hanno i protagonisti di Lie to me, non puoi non provare le tattiche usate dall’FBI con i sospettati. A proporle al grande pubblico è una ex agente, LaRae Quy che ora, dopo ben 23 anni a servizio del controspionaggio, si occupa di consulenza e affianca i manager nella loro scalata al successo; i metodi che condivide con i suoi clienti sono un piccolo assaggio di quanto avviene nella stanza degli interrogatori: pillole di FBI utili, ma anche affascinanti, perché ci dicono qualcosa in più del modo in cui gli esseri umani agiscono. Ecco come smascherare chi mente.

Poliziotto buono

Se hai un minimo di familiarità con i polizieschi, sai che, quando un sospetto viene interrogato, gli investigatori si dividono i ruoli del cattivo e dell’amico e che è di solito quest’ultimo ad avere la meglio e a ricevere la confessione. È incredibile vedere come anche il criminale più incallito ceda davanti ad un paio di moine dell’agente di turno che finge di essergli vicino, che lo asseconda e che gli offre da bere e da mangiare; sembra inverosimile. Invece è tutto vero e questo trucco funziona grazie al potere dell’empatia, che spinge la persona interrogata ad aprirsi, molto più di quanto farebbe davanti ad una accusa diretta posta con freddezza. Quindi, la prima cosa che devi fare con chi sospetti essere un bugiardo è non accusarlo apertamente, non subito; avvicinati a lui, carpiscine la fiducia e lascia che tra voi si instauri un rapporto. Se a mentire è il tuo partner, rimani calma e cerca, per quanto possibile, di mantenere il tuo solito comportamento; anzi, mostrati proprio più serena, amorevole e collaborativa del solito e lui, automaticamente, abbasserà le difese.

Effetto sorpresa

Chi mente sapendo di mentire è preparato all’eventualità di essere scoperto ed è quindi probabile che si sia preparato a rispondere ad ogni domanda con affermazioni logiche che smentirebbero i tuoi sospetti. Nessuno però è in grado di prevedere tutto, né di mantenere uno stato di allerta costante quindi, dopo aver stabilito un contatto empatico, lascia che si rilassi per bene e poi poni la domanda che non si aspetta. Se colto in contropiede, il bugiardo potrebbe contraddirsi o crollare.

dita-incrociate

Ascolta con attenzione

Chi mente parla troppo, è un dato di fatto; è possibile verificarlo facilmente anche con i bambini: quando iniziano a parlare “a macchinetta” e ti inondano di parole, la maggior parte senza senso, è perché stanno inventando qualcosa. Nel loro caso non si tratta tecnicamente di bugie, ma di un abbellimento della realtà che è tipico dei più piccoli, per i quali il confine tra fantastico e reale non è del tutto definito. Con gli adulti il discorso cambia e l’aumento del numero di parole pronunciate dipende dal fatto che chi mente tende ad arricchire la propria versione dei fatti con una serie di particolari che, a suo avviso, ne confermano la veridicità. La realtà sta proprio agli antipodi, perché quando raccontiamo qualcosa che è accaduto davvero, non sentiamo alcun bisogno di specificare oltre misura; ad esempio, se sei stata dal dentista e lo riferisci al partner, non inserirai nel racconto una cronologia dettagliata al minuto o la descrizione di tutte le banalissime persone che c’erano in sala d’attesa, a meno che tu non stia usando la scusa della visita medica per coprire una scappatella. I bugiardi fan così e, semplicemente, si costruiscono un alibi.

Occhio ai segnali

Premesso che nessuno dei comportamenti attribuibili ad un bugiardo può, se preso singolarmente, darti conferma che qualcuno ti stia davvero mentendo, esistono alcuni segnali che, in una visione più generale del comportamento della persona sospettata, possono aiutarti a capire cosa succede. Il primo indice di menzogna è lo stress, che si manifesta in modo molto evidente: la persona che nasconde qualcosa parla più veloce, eleva il tono della voce e puoi notare, ad un certo punto della frase che pronuncia, un cambiamento repentino rispetto al suo abituale modo di parlare (a qualcuno la voce diventa gracchiante, altri abbassano di colpo la voce per poi rialzarla subito dopo: quello è il punto in cui mentono); anche tossire in continuazione come a schiarirsi la voce (e le idee) è sintomo di tensione.

Guarda come nega

Anche se hai affrontato direttamente la questione e hai ottenuto solo che negasse, puoi sfruttare il modo in cui lo ha fatto per scoprire qualcosa di più. Fai molta attenzione, ad esempio, al modo in cui ti dice “no”: se, mentre lo pronuncia, sposta lo sguardo o chiude gli occhi, sta probabilmente cercando il modo di sfuggire alla conversazione; se esita prima di rispondere o se insiste con la voce sull’ultima vocale, dicendo un “noooo” prolungato o, infine, se risponde strascicando le parole in modo cantilenante, sei davanti ad una persona che, se non sta mentendo, ha quantomeno un comportamento ambiguo e chiaramente ingannevole.

mano-scritta-liar

Cogli i cambiamenti

Oltre alle parole, che certo possono dir molto, un bugiardo si svela attraverso cambiamenti nell’atteggiamento spesso molto lievi, quasi impercettibili; per notarli, dovrai fare molta attenzione e non sarà facile, ma può esserti utile sapere che, in genere, sono considerati sintomi evidenti di menzogna gli improvvisi e incomprensibili vuoti di memoria (tu gli chiedi dove ha passato il pomeriggio e ti risponde vago con un “boh, non ricordo, le solite cose”), l’anomalo uso di superlativi (al tuo banale chiedere come sta, ti risponde “benissimo”, anziché un normale “bene”) e l’adozione di un atteggiamento quasi formale, indice del fatto che si sente in difficoltà e prova ad alzare delle barriere. Diffida anche da chi si esibisce in un fiorire di gran complimenti nei tuoi confronti, perché spesso sono solo un comodo paravento per nascondersi e rabbonirti.

Chiedigli di ripercorrere la storia

Se, dopo tutto questo, sei ancora convinta che ti stia mentendo, prova con il trucco della ripetizione in ordine inverso: porta il sospettato a raccontare la sua versione dei fatti andando all’indietro. Ovviamente, non è il caso che tu chieda apertamente che ti parli invertendo le date, perché questo svelerebbe il tuo intento vanificando i risultati dell’esperimento. Devi piuttosto condurlo per mano: quando arriva alla fine del suo racconto, ponigli una domanda, apparentemente disinteressata, per farti spiegare cosa è successo appena prima e procedi pian piano sempre all’indietro, simulando interesse. Come accennato, i bugiardi tendono ad arricchire troppo le loro parole con particolari che, essendo inventati, fanno poi fatica a ricordare, tanto più se sono costretti a non seguire l’ordine degli eventi. Se mente, cadrà in contraddizione o semplificherà la storia per non contraddirsi apertamente.

Commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *