Relazioni sbagliate, perché continuiamo a cascarci

Perché scansiamo con tanta abilità il principe azzurro infilandoci in relazioni sbagliate

Crediamo all’amore come altri credono in una divinità e lo ricerchiamo con forza e costanza ma, guarda un po’ il destino beffardo, incappiamo soltanto in relazioni sbagliate, che durano giusto il tempo di coinvolgerci e ci lasciano a leccarci le ferite. La verità è che non siamo bersagliate dalle avversità per sfortuna o perché qualcuno lassù non ci ama; siamo proprio noi a cercare con attenzione e perizia l’uomo sbagliato.

Come i più piccoli

In realtà, non sappiamo assolutamente cosa sia meglio per noi e, di conseguenza, procediamo senza un obiettivo ben definito, andando un po’ per tentativi. Non siamo diverse, in questo senso, dai bambini che, affascinati dagli oggetti luccicanti, prendono tra le mani un coltello o delle forbici appuntite e che soddisfano in quel momento un loro istinto immediato, senza sapere che stanno attentando alla loro stessa incolumità. Ogni uomo sbagliato, in pratica ci porge su un piatto d’argento un paio di luccicanti lame e noi, che non sappiamo proprio cosa ci renderebbe davvero felici, le afferriamo al volo, salvo poi ferirci.

L’immagine della felicità

Non sappiamo cosa sia meglio per noi e abbiamo la strana sensazione di non poter essere felici davvero, quindi puntiamo a scegliere un compagno che ci permetta di costruirci un’immagine di felicità dalla quale noi trarremo poi beneficio; confondiamo ciò che si prova davvero con quello che dovremmo sentire in determinate situazioni. In pratica, è come se volessimo davvero tanto andare in montagna senza poterlo fare e, per sopperire, decidessimo di appendere alla parete un gigante poster raffigurante vette innevate e piccoli chalet, con la pretesa di provare freddo e divertirci come se fossimo davvero sugli sci, mentre in realtà stiamo solo guardando una fotografia e in casa ci sono 30 °C.

Donzelle in pericolo

Cerchiamo un salvatore; un principe azzurro dall’armatura scintillante che ci prenda e ci porti via sul suo destriero togliendoci finalmente dalla situazione in cui siamo (familiare, lavorativa, generale), che ci sta stretta o ci fa soffrire. L’armatura ha su di noi lo stesso effetto delle forbici di cui sopra e ci impedisce di vedere che dietro, davvero non c’è la perfezione; ce ne accorgeremo da sole, col passar del tempo.

L’uomo perfetto è noioso

Se proprio vogliamo essere sincere, il nostro partner ideale lo abbiamo spesso proprio ad un palmo dal naso, ma lo evitiamo con cura gettandoci invece in relazioni che avranno quasi sicuramente un esito disastroso. Lo facciamo perché il vero amore, quello che non si interrompe dopo sei mesi, che supera le difficoltà e che dura tutta la vita, non è quello che si presenta con fuochi d’artificio e fanfare. Certo, alla base vi può essere un colpo di fulmine improvviso e, in molto casi, l’incontro con l’uomo della vita è quanto di più emozionante e casuale abbiamo mai sperimentato, ma il rapporto tra voi e il modo in cui si manifesta il suo amore, difficilmente sono una scintilla continua. Anzi, il partner perfetto non corre a salvarci, non risolve i problemi per noi, ma resta al nostro fianco mentre facciamo del nostro meglio per gestire la situazione; questo, è chiaro, lo rende molto meno attraente dell’eroe di turno e ci vorranno anni di fregature sentimentali per arrivare a dare il giusto rilievo alle cose.

Libri e cinema

Un ruolo non secondario in tutto questo dobbiamo attribuirlo alle versioni romanzate dell’amore che ci sommergono letteralmente e che sono frutto della fervida immaginazione di romanzieri e sceneggiatori. L’amore reale non è fatto di gesti eclatanti, colpi di scena, dichiarazioni da togliere il fiato, ma è una tazza di caffè preparata al volo mentre ci si racconta quanto sia stata orribile la giornata, sono i baci dati di corsa prima di uscire al mattino o le interminabili giornate a casa della famiglia di uno dei due mentre vorremmo essere decisamente altrove. Noi, sature di romanticismo preconfezionato, chiediamo e ci aspettiamo sempre qualcosa in più e lo cerchiamo nel posto sbagliato.

Tattiche strane

Ancora una volta, una piccola responsabilità dei nostri disastri amorosi va attribuita al nostro subconscio, già reo di terribili misfatti in ogni settore della nostra esistenza, qui autore di un vero e proprio atto scelerato. In questo caso, ci spinge a cercare nelle persone che incontriamo i nostri più grandi difetti; non lo fa per puro sadismo, ma perché veder riflessa in loro la nostra parte peggiore, ci aiuta in realtà a capirli meglio.

Crescita e cambiamento

Infine, l’errore più grande che commettiamo è quello di pensare che bastino dedizione e impegno a far funzionare una storia, anche quando mancano proprio le basi per un rapporto che duri più di una manciata di mesi. Ad essere errata è proprio la nostra impostazione complessiva: quello che conta davvero non è la fatica che facciamo per tenere in piedi una relazione, ma il modo in cui, essendone coinvolte, cresciamo e ci evolviamo come persone e come donne. Da questo punto di vista, potrebbe essere più importante per noi un rapporto che dura due mesi, ma ci cambia completamente la vita.

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