Collega prepotente? ecco come zittirla in cinque mosse

Ferma la collega prepotente che si intromette nel tuo lavoro seguendo le nostre cinque mosse

Si aggira nell’ufficio mimetizzata tra tutti gli altri, ma alla prima occasione apre bocca e si produce in tutta una serie di suggerimenti non richiesti, intromissioni nei tuoi progetti e, in alcuni casi, si sente addirittura in dovere di dirti come dovresti vestirti o come organizzare la tua scrivania.

È la collega che sa sempre tutto, figura presente in quasi tutti gli ambienti lavorativi: fa bene il suo lavoro, quindi non è facile ricondurla entro i limiti; è di solito insensibile agli effetti delle sue affermazioni ed è convinta di custodire l’unico modo esatto per gestire ogni tipo di pratica, il che la fa diventare spesso prepotente. Avere a che fare con lei può essere estenuante e richiede una strategia efficace; seguendo questi cinque passaggi potrai zittirla e recuperare un po’ di serenità sul lavoro.

Identifica il problema

Quella che ti infastidisce è davvero una collega prepotente o non è piuttosto una persona che, magari eccedendo un po’ senza rendersene conto, sta soltanto cercando di essere collaborativa? Rispondere a questa domanda è il primo passo per risolvere il problema e impone che tu ti chieda anche come ti senti quando interviene e ti critica. Se è evidente che non ha fiducia nelle tue capacità, che rileva i tuoi errori, ma non è mai pronta ad accogliere i tuoi suggerimenti e ti fa sentire una ragazzina impacciata in un mondo di adulti che non la reputano in grado di cavarsela da sola, allora sì, hai un problema.

Definisci il tuo ruolo

In genere, la collega prepotente non ti attacca direttamente, non dichiara a gran voce la tua supposta incapacità, ma si produce in una serie di atteggiamenti fastidiosi e piccole intromissioni che è difficile contrastare apertamente. Quello che ti serve in questi casi è una definizione delle tue competenze e delle mansioni; prova a stilare un elenco e a sottoporlo ai colleghi di cui ti fidi per avere un loro parere e rendere il documento più completo possibile. Puoi anche presentarlo al tuo superiore per una conferma; se vuoi evitare imbarazzi, introduci la cosa affermando di voler delineare il ruolo a vantaggio di eventuali nuovi assunti. Il tuo capo potrebbe gradire la tua voglia di collaborare per il bene dell’azienda e tu otterrai un sigillo su quelle che sono le tue mansioni; potrai, sempre con garbo, opporlo alla prossima intromissione della collega prepotente.

Non sminuirti

Anche se gli interventi della collega ti feriscono, non commettere l’errore di sminuirti a causa delle sue parole; se sei consapevole delle tue capacità, ti sarà molto più semplice opporti alla sua prepotenza e ti basterà usare le parole giuste. Innanzitutto usa sempre la prima persona singolare, così da render chiaro che sei proprio tu a reagire, senza nasconderti dietro un generico “noi”. Cura di esplicitare cosa ti infastidisce e di farlo senza troppi giri di parole, pur mantenendo un certo contegno (irritarti e rispondere di scatto con il viso tutto arrossato dal nervosismo non ti aiuterebbe). Ad esempio, puoi dirle che il suo continuo riprenderti ti fa pensare che lei metta in dubbio le tue capacità e che non abbia fiducia in te. Infine, chiedile cortesemente di lasciarti fare il tuo lavoro affermando che, se dovessi aver bisogno del suo aiuto, avrai sufficiente autostima da chiederlo.

Non assecondarla e non scattare

La miglior difesa è l’indifferenza, in questa come in molte altre occasioni. Quando la collega impicciona ti appare alle spalle ed inizia a criticarti dicendoti quanto stai sbagliando, non fare assolutamente nulla. Ignorala, non reagire e soprattutto non scattare inveendo contro di lei. Se proprio non riesci a trattenere una risposta, cura di formularla in modo costruttivo e non come se fosse il lamento di un bambino sgridato dai genitori. Se, ad esempio, cerca di importi una procedura diversa da quella che stai usando, ringraziala per il suggerimento, ma falle presente che la soluzione che adotti tu funziona egregiamente e che, anzi, ha ricevuto un plauso dai piani alti. Potrà essere infastidita dalla tua reazione, ma pian piano l’idea di vessarti perderà il suo fascino e ti lascerà finalmente in pace.

Un controllo alla coscienza

Prima di ingaggiare una guerra con la collega prepotente, fermati e fatti un esame di coscienza. Chiediti se sei davvero in linea col lavoro, se sei realmente in grado di fare tutto da sola o se, sotto sotto, ti vergogni di chiedere aiuto agli altri. Se hai lavorato con lei in un progetto comune, può darsi che il suo atteggiamento sia in qualche misura giustificato da alcune tue mancanze. Se è così, prendi atto del fatto che tu stessa hai alimentato la sua mancanza di fiducia nei tuoi confronti; in questo caso, l’unico rimedio che hai è la pazienza: dovrai lasciare che ti metta alla prova e che siano il tuo comportamento, il tuo impegno e i tuoi risultati a parlare per te.

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