I tormentoni pubblicitari più famosi di tutti i tempi

Ci sono pubblicità che rimangono in testa tanto da riuscire a far diventare i loro slogan ricorrenti nelle nostre conversazioni. Ecco i dieci tormentoni pubblicitari più famosi di sempre

È risaputo che la pubblicità abbia la capacità di influenzare chi la guarda, il lavoro stesso del pubblicitario si basa proprio su questo: la persuasione. E più una pubblicità è in grado di attirare e mantenere l’attenzione del pubblico tanto più sarà efficace. Ciò che meglio funziona nel sistema pubblicitario, si sa, sono gli spot televisivi, un po’ perché ormai la televisione la guardano tutti e un po’ perché le parole, se accompagnate dalle immagini hanno una presa più efficace.

Negli anni di pubblicità se ne sono susseguite tante e alcune sono state talmente brillanti da far si che i loro slogan rimanessero impressi nella memoria di chi le ha viste, anche quando sono scomparse o sono state sostituite, tanto da diventare parte integrante del gergo quotidiano. Senza dimenticare i famosissimi “non serve un pennello grande ma un grande pennello” (che ha dato modo ai più maliziosi di sbizzarrirsi con i doppi sensi) e “vuole fare la modella” ecco dieci slogan pubblicitari che ci hanno accompagnato per anni e che si ricordano ancora oggi.

Mi ami? Ma quanto mi ami?

Quando ancora il cellulare era un’esclusiva di pochi, la Telecom lanciava le migliori tariffe per telefono fisso con il più classico dei dialoghi: la telefonata tra innamorati. E ancora oggi il “Mi ami? Ma quanto mi ami?” è sulla bocca di tutti coloro che assistono alla telefonata di una coppia.

Videochiamami!

E quando, invece, i telefonini hanno fatto il boom, aprendo le frontiere anche alle foto e alle videochiamate, è stata Valeria Marini a renderci schiavi del nuovo tormentone. In quante si sono salutate con amici e amiche al grido di “Videochiamami!”? Che tanto poi non si videochiamava nessuno.

Avrei un leggero languorino

Le più nostalgiche ricordano sicuramente i Ferrero Rocher e la signora dall’abito giallo con il grande cappello che in limousine si rivolge al proprio autista chiamandolo per nome, Ambrogio è diventato il maggiordomo di tutte e ci siamo sempre rivolte a lui quando avevamo fame: che stessimo parlando con Laura, Stefania o Veronica era sempre e comunque un “Ambrogio, avrei un leggero languorino”.

Non ci vedo più dalla fame

E in alternativa, rimanendo in tema di fame, come non citare il più famoso slogan di merendine? “A pranzo un panino, e adesso non ci vedo più dalla fame” ha fatto sì che la Fiesta (che non dimentichiamolo “nutre che è un piacere”) rendesse ancor più popolare un semplice detto.

Brrr Brancamenta

Qui è il nome dell’intero prodotto ad essere diventato parte del nostro vocabolario: non appena qualcuno intorno a noi simula il rumore di un brivido non riusciamo a resistere alla tentazione e ad un “Brrr” corrisponderà ora e sempre un “Brancamenta” anche se alcune di noi non sanno neanche cos’è.

Cosa vuoi di più dalla vita? Un Lucano

Bevitrici e non, hanno fatto dello slogan della pubblicità del Lucano un loro motto: è proprio il “Cosa vuoi di più dalla vita?” a pretendere in risposta il nome del prodotto come nel celebre spot degli anni ’90.

Liscia, gassata o Ferrarelle?

Ammettiamolo, a tutte viene in mente di rispondere con il tipico slogan della pubblicità dell’acqua minerale più famosa di sempre: quando il cameriere al ristorante ci pone la domanda “Liscia o gassata?” per sapere come vogliamo l’acqua appena ordinata la tentazione di rispondere “Ferrarelle” è fortissima, e alle volte qualche vostro amico l’avrà anche fatto, magari non trovandosi di fronte un cameriere con altrettanto senso dell’umorismo, purtroppo.

Delfino curioso-cavallo goloso

Le creative menti dei pubblicitari della Dufour hanno generato forse uno dei più grandi tormentoni dei primi anni del 2000: dalla comparsa sul piccolo schermo dei due spot delle loro caramelle gommose sono stati tutti etichettati come “Delfino curioso” o “Cavallo goloso” ogni qual volta qualcuno si mostri troppo interessato a qualcosa o ingolosito da qualcosa.

Two gust is megl che one

Negli anni ’90 Stefano Accorsi ed uno tra i gelati più amati marchiati Motta, hanno dato il via ad uno dei tormentoni più gettonati. Ogni occasione è buona per inneggiare al grido di “Two gust is megl che one”: perché due magliette sono meglio di una, due ragazzi sono meglio di uno e due paia di scarpe acquistate alleggeriscono il portafogli ma scaldano il cuore meglio di una.

C’e Gigi? No. E la cremeria?

In ultimo il tormentone più forte di sempre, capace di resistere agli anni, anche quando ne sono ormai passati tanti dalla sua ultima trasmissione televisiva, lo slogan che più di tutti ha messo in croce i Gigi di tutta Italia e scatenato chiunque abbia dovuto rispondere al citofono: “C’è Gigi? No. E la cremeria?” ha avuto ed ha ancora oggi solide prospettive di permanere nel tempo.

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