Farina bianca o farina integrale: quale scegliere?

Cosa comporta il consumo di farina bianca o di farina integrale? È meglio preferire un prodotto raffinato oppure grezzo? Ecco tutti i pro e i contro sulla questione

Le diete alimentari consigliano di consumare prodotti di farina integrale, i nutrizionisti, dalle colonne delle riviste o dagli studi televisivi, insistono sull’eliminare carboidrati raffinati ed i principali marchi alimentari pubblicizzano le loro nuove linee integrali. Urge, quindi, fare chiarezza sulla differenza esistente tra farina bianca e farina integrale e sui motivi per cui è importante preferire quest’ultima.

La farina bianca si ottiene attraverso un processo noto con il nome di raffinazione, attraverso cui i chicchi di grano vengono non solo macinati, ma anche privati della crusca all’esterno e del germe all’interno, dotato di grandi poteri nutritivi e contenente vitamine del gruppo B ed E, amminoacidi ed acidi grassi. Il risultato è un prodotto che si conserva più a lungo, ma che è povero dal punto di vista nutrizionale e, soprattutto, ricco di zuccheri. In realtà, i prodotti raffinati si sono diffusi solo negli ultimi 50 anni, in seguito allo sviluppo tecnologico, prima nella preparazione casalinga dei prodotti ci si serviva solo ed esclusivamente di farine integrali. A causa del processo di raffinazione ed anche delle trasformazioni genetiche a cui è stato sottoposto il grano, le industrie, hanno dato avvio alla produzione di farine arricchite da quegli elementi nutritivi di cui il grano è stato privato. È evidente, da quanto detto, che il consumo di prodotti integrali, essendo essi meno lavorati e più ricchi di sostanze nutritive, è caldamente consigliato. È bene sottolineare che demonizzare la farina bianca non è corretto perchè anche i prodotti integrali hanno lati negativi.

Cosa comporta il consumo di farina bianca?

Innanzitutto, gli zuccheri ed i carboidrati raffinati, necessitano di poco metabolismo, ciò comporta il loro ingresso rapido nel flusso sanguigno. Il pancreas, che controlla l’insulina presente nel sangue, inizia a lavorare in modo altrettanto rapido, a causa dell’improvviso aumento di zuccheri. Ciò comporta un abbassamento improvviso della glicemia che reca alla persona un forte senso di fame, confusione mentale, letargia e debolezza fisica. L’aumento della glicemia, e dunque dell’insulina, provoca un maggior accumulo di grassi depositati. Se si assume lo stesso numero di calorie da frutta, verdura e prodotti integrali, invece che da zuccheri e carboidrati raffinati, il grasso depositato è nettamente inferiore.

Cosa comporta il consumo di farina integrale?

Essendo, oramai, la sana alimentazione non solo una corretta abitudine ma anche una moda, il rischio di acquistare prodotti non realmente integrali è abbastanza alto. La maggior parte dei prodotti con farine integrali in commercio contengono, invece, farina 0 con l’aggiunta di crusca precedentemente lavorata, quindi, paradossalmente, sono prodotti doppiamente raffinati. Come sempre, si consiglia di fare attenzione alla lista degli ingredienti e di preferire i cereali integrali in chicchi, piuttosto che i prodotti contenenti i medesimi. Inoltre, un’alimentazione ricca di fibre, può comportare dei rischi: le fibre aumentano il senso di sazietà e garantiscono il regolare funzionamento dell’intestino, riducono l’assorbimento di grassi e di sostanze cancerogene, ma il loro consumo in eccesso porta all’assunzione eccessiva di fitati, che riducono l’assorbimento di alcune sostanze importanti per il nostro organismo, come calcio e zinco.

In conclusione, è bene sostenere una dieta alimentare varia ed equilibrata. Le fibre sono contenute soprattutto in frutta e verdura e non solo nelle farine integrali. Demonizzare un alimento, è poco utile e sbagliato. Preferite l’integrale al raffinato, tenendo conto che il “fatto in casa” è la scelta migliore.

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