La gravidanza extrauterina: cause, sintomi e terapie

Questo fenomeno riguarda il 0.8-2% delle gravidanze totali, ma di preciso che cos' è una gravidanza extrauterina? Quali sono le cause e quali sono i sintomi?

Si parla di gravidanza extrauterina quando l’impianto dell’embrione si verifica in sedi diverse dall’utero materno.

Nel 98% dei casi l’embrione si annida nelle tube di Falloppio. Esso può impiantarsi anche nel collo dell’utero, nella cavità addominale, oppure nelle ovaie, ma questi sono casi più rari. In una normale gravidanza non extrauterina lo spermatozoo feconda l’ovulo nella tuba ed in tre-quattro giorni raggiunge l’utero, laddove avviene l’impianto. In caso, però, di ostruzione o problemi alla tuba stessa, l’embrione non riesce a transitare verso la cavità uterina e si ferma in una sede che non consentirà al medesimo di svilupparsi. Anzi, non riuscendo la tuba a sopportare la crescita di un embrione, tenderà, in poche settimane, a lacerarsi, generando un’emorragia interna.

Le cause

Spesso le cause sono di natura anatomica, come nel caso in cui le tube presentino delle lesioni. Esse sono causate da infezioni, come la clamidia e la gonorrea, oppure da malattie sessualmente trasmissibili. In alcuni casi, anche appendicite ed endometriosi, possono, in seguito all’intervento chirurgico, essere causa di danneggiamenti alle tube. Le donne sono in stato di gravidanza a seguito di trattamenti per l’infertilità, corrono un rischio maggiore ed anche coloro che in passato hanno avuto una precedente gravidanza extrauterina. Oltre alle cause anatomiche, vi possono essere anche cause ormonali legate all’eccesso di estrogeni o progesterone.

I sintomi

Purtroppo, non sempre, ci si accorge subito, di avere una gravidanza extrauterina. I primi sintomi sono, infatti, gli stessi di una normale gravidanza: irregolarità o ritardo delle mestruazioni. I dolori al basso ventre o nella zona pelvica e perdite di sangue frequenti, sono i primi segnali che dovrebbero mettere in allerta una donna e portarla a rivolgersi al suo ginecologo di fiducia, in modo tale da sottoporsi ad eventuali accertamenti. Le analisi del sangue, generalmente, presentano livelli di HCG molto bassi rispetto al normale. Ovviamente, dopo le analisi, l’ecografia accerterà o meno la presenza dell’embrione nella cavità uterina. Uno dei pericoli di una gravidanza extrauterina, è che si può presentare in totale assenza di sintomi, eppure non è detto che si risolva spontaneamente.

Le terapie

Nel 70% dei casi, una gravidanza extrauterina, si risolve in modo spontaneo. Per questo motivo, si attua spesso la cosiddetta terapia d’attesa, ovvero, di fatto, non si fa nulla, si aspetta, ma la paziente dovrà sottoporsi a controlli quotidiani, per evitare il pericolo di emorragia. La terapia farmacologica, invece, prevede l’iniezione di cloruro di potassio o di metotrexato per via intramniotica, in alcuni casi si può fare anche per via intramuscolare, meno invasiva. Il metotrexato è un farmaco chemioterapico, che ha, dunque, come scopo, quello di bloccare la riproduzione cellulare. L’intervento farmacologico, è possibile nel caso in cui la gravidanza sia nella fase iniziale ed è importante sottolineare che non compromette la fertilità della donna. La terapia chirurgica è quella più invasiva e viene attuata in caso di emergenza, oppure qualora quella medico-farmacologica, non abbia avuto alcun effetto. Nella migliore delle ipotesi, avviene in laparoscopia. Purtroppo, in caso di gravidanza extrauterina cervicale, può essere necessaria l’asportazione dell’utero.

La fertilità futura non viene compromessa, a meno che la donna abbia solo una tuba e sia necessaria l’asportazione della medesima, oppure dell’utero stesso.

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