Una nuova cura permetterà di preservare la fertilità femminile post-chemio

Le donne sottoposte a chemioterapia per tumore al seno, potranno diventare mamme, grazie all'assunzione di un farmaco

Una nuova cura, sviluppata proprio in Italia, dona speranza a tutte le donne sottoposte a chemioterapia per un tumore al seno: permetterà loro di realizzare il sogno della maternità.

Il merito è di un farmaco che, in parole molto semplici e comprensibili, ha la capacità di mettere a riposo e proteggere le ovaie, salvando la fertilità in modo non invasivo. A dare conferma di ciò è uno studio italiano condotto dal centro oncologico dell’Ist-San Martino di Genova e pubblicato sul Journal of the American Medical Association. La ricerca consente di impedire la menopausa precoce che, spesso, è il risultato di lunghi e sfiancanti cicli di chemio. Fino ad ora, l’unico modo per preservare e garantire, alle donne sottoposte a questo tipo di cure, la possibilità di diventare mamme, era congelare gli ovuli prima del trattamento chemioterapico per poi, a guarigione ottenuta, procedere con una fertilizzazione in vitro e successivo impianto. Grazie a questo studio, non sarà più così, basterà l’assunzione di un farmaco. Il merito è di un ormone: la triptorelina, che protegge l’attività ovarica femminile.

Le statistiche confermano che il tumore al seno, ad oggi, colpisce una donna su otto e che esso rappresenta il 29% dei tumori che colpiscono le donne.

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