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Sopravvissuto alla sparatoria di San Bernardino: “Il mio iPhone mi ha salvato la vita”

L’incredibile storia di un uomo sopravvissuto alla sparatoria di San Bernardino, in California, grazie al suo iPhone

Mercoledì, alle 11 di mattina, Syed Rizwan Farook, 28 anni, e la moglie Tashfeen Malik, 27 anni, musulmani, hanno fatto una strage al Regional Centre Inland, un centro disabile di San Bernardino, in California, sparando ai partecipanti della festa di Natale dei lavoratori che si stava svolgendo in quel momento nella struttura. Farook era anche lui invitato alla festa, ma senza timore ha sparato all’impazzata sui colleghi: sono rimaste coinvolte 36 persone, di cui 21 ferite mentre 14 hanno perso la vita.

Mentre si cerca di capire la motivazione dei due, se si tratta di un attacco terroristico o meno, iniziano a trapelare le testimonianze dei sopravvissuti, che tra le lacrime raccontano quei momenti di terrore. Tra le testimonianze emerge quella di un giovane di 24 anni, Kevin Ortiz, che si è salvato grazie al suo iPhone che aveva nel taschino della camicia. Infatti, come racconta la madre del ragazzo al Daily Mail, Ortiz si trovava nella sala dove si stava svolgendo la festa ed è stato colpito più volte. Riparatosi sotto il tavolo, riceve l’ennesimo colpo, questa volta al petto, un colpo che sarebbe stato mortale, se il suo iPhone non avesse deviato il proiettile. Una storia incredibile, quella di Ortiz, che al momento si sta riprendendo all’ospedale, e il quale ancora non è a conoscenza dell’identità degli assassini, ancora non sa che a sparargli è stato il suo collega di lavoro Farook.

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Altre testimonianze fanno davvero sciogliere il cuore, come la storia di due ragazze, Denise Peraza, 27 anni, e Jennifer Stevens, 22 anni, che sono state colpite e in preda alla disperazione hanno chiamato i loro cari per dirgli “per l’ultima volta” quanto ci tenessero a loro. Entrambe si sono salvate, e al momento sono ricoverate in terapia intensiva.

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Anche la testimonianza di Patrick Baccari lascia senza parole, salvato dal distributore di salviette presente nel bagno, infatti, in quel momento lui era in bagno a lavarsi le mani e un proiettile è stato deviato dal distributore di salviette per asciugarsi le mani.

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Baccari ha provato ad aiutare i superstiti, e anche lui, ha appreso solo in un secondo momento che l’assassino era il suo collega Farook, quello che conosceva molto bene, con cui era seduto allo stesso tavolo, quello che ha definito un uomo tranquillo, dalle sue credenze che, tuttavia, seguiva il sogno americano, e lo stava realizzando: una moglie, un buon lavoro e un figlio.