Violenza sulle donne: le vittime italiane sono sempre più giovani

Ecco i dati emersi dal rapporto Eures 2014 riguardanti la violenza contro le donne

L’inizio dell’anno è sempre periodo di ricerche, sondaggi ed indagini, attinenti all’anno precedente. Un dato allarmante è emerso per quanto riguarda la violenza sulle donne.

Nel 2014 in Italia sono stati commessi 152 femminicidi. Nei casi di omicidio, le vittime femminili sono il 31,9% e nel 1990 erano l’11,1%. Nella maggior parte dei casi l’omicidio avviene in ambito familiare, precisamente il 77% delle volte. Un altro dato preoccupante riguarda l’abbassamento dell’età delle vittime di violenza, molte le minorenni coinvolte. I numeri dimostrano che il pericolo maggiore si nasconde dentro le mura domestiche, il colpevole 59 volte su 100 è il coniuge o convivente della vittima, oppure è un ex partner.

Il movente più comune è la gelosia che sfocia in desiderio di possesso dell’altro, quasi un oggettivazione della compagna, che porta l’uomo o per raptus o per piano pre-allestito ad ammazzarla; forse decidere la vita o la morte di una persona non è il potere più forte che si può esercitare nei confronti della medesima?

Mappando le violenze è emerso che, a differenza di quanto si potrebbe pensare, la regione più coinvolta è la Lombardia con circa 30 casi nel 2014, seguono Lazio e Sicilia. Nell’Italia settentrionale il fenomeno è in crescita. Un altro dato allarmante riguarda l’arma utilizzata. Se nelle altre tipologie di reato si predilige l’arma da fuoco, nei femminicidi le armi più utilizzate sono quelle da taglio, il che attesta la violenza con la cui essi vengono compiuti. Questi sono i dati emersi dal rapporto Eures 2014.

Invece di una donna che ama qualcun altro tanto da soffrirne, voglio essere una donna che ama abbastanza sé stessa da non voler più soffrire.

Le parole di Donne che amano troppo di Robin Norwood fanno decisamente riflettere.

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