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Celiachia: i cereali senza glutine consentiti a chi ne soffre

Quali sono i cereali consentiti a chi soffre di celiachia? Il glutine è la componente proteica di molti cereali, ma non di tutti

Quali sono i cereali consentiti a chi soffre di celiachia? La celiachia è l’intolleranza permanente al glutine, componente proteica di molti cereali. Per i celiaci il glutine è un agente tossico poiché non viene assimilato correttamente a livello intestinale causando un cattivo assorbimento di altri nutrienti e sintomi quali anemia, osteoporosi, cefalea e malessere generale, debolezza e aumento delle transaminasi, particolari enzimi di origine epatica.

Quali sono i cereali consentiti a chi soffre di celiachia?

Per i motivi su esposti i cereali non sono sicuramente indicati a chi soffre di celiachia e dato che l’unica “cura” per chi ne è affetto è l’adozione di una dieta senza glutine, è fondamentale saper scegliere i giusti alimenti.

Il riso è consentito

Il riso è consentito a chi soffre di celiachia
Il riso è consentito a chi soffre di celiachia.

Si tratta sicuramente del cereale senza glutine più coltivato al mondo ed è una pianta originaria dei paesi orientali, dove costituisce l’80-90% dell’alimentazione. Il riso integrale è da preferire al riso raffinato poiché conserva alcuni strati del rivestimento esterno del chicco, importanti dal punto di vista nutrizionale; in particolare il pericarpo, lo strato più esterno, è molto ricco di proteine, sali minerali, vitamine, fibre ed oligoelementi. Lo strato secondario prende il nome di spermoderma ed è anch’esso ricco di sali minerali, vitamine e proteine; infine lo strato più interno è costituito dall’endosperma. Il riso contiene molto amido, il che, durante la cottura, permette da triplicare il suo peso. Questo è il motivo per cui è considerato un cereale dall’effetto molto saziante.

Il mais è senza glutine

Mais cereali consentiti celiachia
Il mais è consentito a chi soffre di celiachia.

Antico cereale di origine americana, arrivò in Europa a seguito delle spedizioni di Cristoforo Colombo; utilizzato inizialmente per alimentare il bestiame, nel XVIII secolo venne introdotto anche nell’alimentazione umana, specialmente per la dieta delle fasce più povere della popolazione. Si tratta di un cereale non particolarmente ricco dal punto di vista nutrizionale, tuttavia ha un buon contenuto di ferro, fosforo, potassio e vitamina A. È inoltre considerato alimento calmante, depurativo e disintossicante.

Il miglio

Cereale ricco, oltre che di amido, anche di sostanze minerali quali ferro, fosforo, magnesio e silicio. L’elevato contenuto di acido salicilico lo rende un vero è proprio alleato della bellezza per la sua azione stimolante su pelle, capelli, unghie e smalto dei denti. Contiene inoltre vitamina A e vitamine del gruppo B ed è adatto a persone che svolgono attività intellettuali e a organismi debilitati, dato l’elevato contenuto di lecitina e colina.

L’amaranto è un altro cereale consentito

L’amaranto non fa parte della famiglia delle Graminacee, ma delle Amarantacee perciò, come vedremo in seguito anche per il grano saraceno e la quinoa, non può essere considerato un vero e proprio cereale. La composizione nutrizionale distingue l’amaranto dagli altri cereali soprattutto per il rilevante valore biologico delle proteine in esso contenute e, in particolare, per l’abbondanza dell’amminoacido lisina. L’elevato apporto di microelementi quali calcio, ferro e fosforo, contribuisce ad elevare la qualità nutrizionale di questo alimento: basti pensare che 100 g di amaranto, corrispondenti ad una porzione abbondante, riescono a soddisfare il 33% del fabbisogno di calcio per una donna in menopausa ed il 63% del fabbisogno di ferro di una donna in dolce attesa.

Anche il grano saraceno

Come anticipato, il grano saraceno non è un vero e proprio cereale, poiché appartiene alla famiglia delle Poligonacee. Si tratta di un alimento con caratteristiche nutrizionali ben equilibrate, ricco di ferro e sali minerali (soprattutto magnesio), vitamine del gruppo B e vitamina E. Contiene buone quantità di amminoacidi essenziali, in particolare lisina e triptofano, e il valore biologico delle proteine in esso contenute è pari a quello delle proteine della carne e della soia.

La quinoa

La quinoa appartiene alla stessa famiglia degli spinaci e delle rape rosse, ovvero alle Chenopodiacee. Contiene circa il 60% di carboidrati, l’11% di proteine ad alto valore biologico ed è una buona fonte di fosforo, potassio e manganese. I semi di quinoa sono rivestiti da una sostanza molto amara, la saponina, che li protegge dalle aggressioni esterne, ad esempio l’attacco degli uccelli; è quindi necessario rimuoverla prima di consumare la quinoa, lavando accuratamente i semi prima della cottura.